ACHILLE PERILLI

Nasce a Roma nel 1927. Studente liceale, insieme ai compagni di studio Dorazio e Guerrini, espone in una mostra di pittura al liceo romano Giulio Cesare. Nel 1945 inizia a seguire i corsi universitari di Lettere con indirizzo storico artistico. Si laurea con Lionello Venturi discutendo la tesi sulla Metafisica di Giorgio De Chirico. Sempre nel 1945, con Dorazio, Guerrini, Vespignani e altri, dà vita al GAS (Gruppo Arte Sociale). In questo periodo nello studio di Guttuso incontra Attardi, Accardi, Sanfilippo,Turcato, Consagra: con loro, Dorazio e Guerrini, nel 1947 sottoscrive il Manifesto Forma 1, pubblicato nella rivista omonima: si ribadisce l’astrattismo come unico, nuovo linguaggio artistico, in contrapposizione con il neorealismo che si andava diffondendo in quegli anni e si esprime un forte impegno politico. Nel medesimo anno è a Parigi e a Praga, dove organizza due mostre al I Festival Mondiale della Gioventù; partecipa alla prima mostra di Forma 1 all’Art Club. Interviene (su presentazione di Lionello Venturi) al I Congresso internazionale di critici d’arte a Parigi (1948). A Zurigo Max Bill lo invita nel suo studio. Dopo il rientro in Italia e stabiliti contatti con Soldati e Licini, soggiorna con Dorazio e Guerrini a Salisburgo, mentre a Monaco è in rapporto con artisti del Bauhaus. Nel 1950 è a Parigi con una borsa di studio; qui amplia la già vasta cultura artistica, crea con Dorazio e Guerrini la Libreria-Galleria Age d’Or la quale, unitamente all’Art Club, allestisce a Roma la rassegna Arte astratta e concreta in Italia presso la GNAM (1951): è la prima mostra esaustiva sull’astrattismo italiano. Lui e gli altri dell’Age d’or (che apre una sede anche a Firenze) espongono con Burri, Capogrossi, Ballocco, Colla. Invitato da Fontana alla Triennale di Milano, assieme a Dorazio e Guerrini (con i quali espone pure a Zurigo in una collettiva curata da Max Bill) realizza due vasti dipinti murali (premiati con medaglia d’argento). Perilli fonda le sue figure geometriche – all’inizio tempere, pastelli e inchiostri su carta -sull’ambiguità, sullo spazio irreale in cui galleggiano e sull’essere insieme aperte e chiuse, accompagnate da colori molto vivaci che ingannano la percezione. Nel 1952 svolge servizio di leva, ma seguita a esporre (Fondazione Origine) e contribuisce al nascere della rivista Arti Visive. Viaggia in Spagna, sosta a Marsiglia, incontra Giacomo Balla. Nel 1954 esce un suo articolo sul Dadaismo, che diviene un interesse specifico, approfondito a Parigi, presso Tristan Tzara (1956) e a Berlino (1957). Negli anni successivi cura svariate mostre e spettacoli teatrali. Insegna al Corso Superiore di Industrial Designer a Roma, comincia a produrre incisioni (1966), soggiorna a Varsavia e a Cracovia (1970). Negli anni Ottanta hanno luogo importanti personali e rassegne sugli artisti di Forma 1. Da citare, l’antologica alla GNAM di Roma (1988), la mostra presso la Scuola Superiore delle Arti decorative a Praga (2002) e la monografia Achille Perilli Works on paper 1946-1957 edito da Mazzotta (2005).

Le opere di ACHILLE PERILLI