Lino Bianchi Barriviera

Nasce a Montebelluna (Treviso) nel 1906 e muore a Acilia nel 1985. Dopo una permanenza a Reggio Emilia, causata dalla ritirata di Caporetto, conclude gli studi tecnici a Firenze e in seguito si trasferisce con la famiglia a Treviso, dove collabora con l’Illustrazione Trevigiana per cui realizza alcuni linoleum. Viaggia in Libia, soggiorna a Verona nel 1927. Nel ’28 torna a Firenze: ammira le opere agli Uffizi, entra in contatto con un ambiente intellettuale in pieno fermento e stringe un sodalizio con Lorenzo Viani e Pietro Annigoni. Dipinge a olio, ma soprattutto realizza incisioni minuziosissime dove esplora le possibilità della prospettiva. Nel 1932 si stabilisce a Venezia e frequenta la scuola d’incisione dell’Accademia di Belle Arti: qui perfeziona il genere della veduta con diversi scorci della città lagunare. L’anno successivo è a Roma per eseguire disegni dal vero e studiare i maestri del passato. Vi si trasferisce nel ’34 e tre anni dopo è docente a Napoli (cattedra d’incisione all’Accademia). L’approdo è nuovamente la Libia, visita Tripoli, Homs, Leptis Magna, Gariàn, Jéfren, Giado, Nalut e Gadàmes: una cartella con tredici incisioni racconterà le impressioni ricevute. Tra il 1938 e il 1939 partecipa a una missione di studio in Etiopia voluta dal Duca Amedeo di Savoia; a Gòndar segue l’archeologo Monti Della Corte in una spedizione a nord dell’Etiopia, è incaricato di effettuare i rilievi delle dodici chiese monolitiche di Lalibelà. Il celebre ciclo di incisioni che ne verrà fuori lo impegnerà per dieci anni. La tecnica privilegiata è l’acquaforte, ma pratica anche l’acquatinta e la litografia. Di sua produzione, anche ex libris, decorazioni a tempera su parete, vetrate, mosaici. Ha realizzato serie di francobolli e gioielli. Partecipa alla Biennale di Venezia dagli anni Trenta e in diverse edizioni; alla Triennale di Milano, è socio fondatore dell’Aiv (Associazione incisori veneti), è presente alle mostre dell’Ucai (Unione Cattolica Artisti Italiani. A metà degli anni Cinquanta, lo stile cambia: non più immagini particolareggiate, ma segni più immediati e contorni sfumati. La dimensione temporale attraverso le variazioni atmosferiche dei diversi momenti della giornata, i mutamenti di luce entrano nelle sue opere. Nel 1956 Barriviera ottiene la cattedra d’incisione all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove insegna fino al 1976. Il suo manuale L’incisione e la stampa, pubblicato nel 1984 da Neri Pozza, è ancora oggi adottato in Università e Accademie di Belle Arti. Sue incisioni sono presenti in molte collezioni pubbliche tra cui quelle di Addis Abeba, Assisi, Budapest, Città del Vaticano, Civitanova Marche, Firenze, L’Aquila, Lucca, Milano, Monaco di Baviera, Mosca, Napoli, New York, Parigi, Roma, San Paolo, Stoccolma.

Le opere di Lino Bianchi Barriviera