BRUNO CASSINARI

Nasce a Gropparello nel 1912 (Piacenza) e muore a Milano nel 1992. Frequenta la scuola d’arte e nel ’29 si trasferisce a Milano per lavorare come orafo e seguire i corsi all’Umanitaria. La sera è studente a Brera: regolarmente ammesso in seguito, vi si diploma con Aldo Carpi. Attratto dall’antinovecentista gruppo Corrente, stringe i rapporti con Morlotti, Birolli, Treccani, Guttuso. La sua prima personale è del ’41, alla Bottega degli artisti di Ernesto Treccani: la presentazione è di Elio Vittorini. Dopo la guerra aderisce al gruppo della Nuova Secessione Artistica Italiana con Guttuso, Morlotti, Vedova, ma se ne distacca presto per aderire nel ‘50, insieme a Morlotti, e sotto la guida intellettuale di Lionello Venturi, al Gruppo degli Otto che professano un’arte “astratta concreta”. Nel 1949, apre uno studio estivo ad Antibes, in Costa Azzurra, dove soggiornerà fino al 1962, quando torna a dipingere sulle colline padane per la nuova stagione stilistica definita “terragna”, più gestuale ed espressionista. Influenzato dalle avanguardie europee, mescola nel suo linguaggio una gestualità libera ed emotiva con una spazialità di stampo neocubista. I colori sono sempre in contrasto, molto accesi, pastosi e materici. “La mia pittura non potrà mai essere staccata dalla realtà delle sensazioni, né avulsa dalla gioia e dalla presenza delle cose. Cerco di tradurre il loro peso in ritmo», afferma. A Antibes, entra in contatto con l’arte di Braque, Picasso, Dufy e Matisse, conosce Cocteau, Chagall e il surrealista Paul Eluard (ne illustra una raccolta di poesie). Partecipa alla Twenty-Century Italian Art, rassegna che comprende 350 opere degli artisti italiani viventi al MoMa di New York. A Venezia (1950) espone alla Biennale dove tornerà in molte edizioni (nel ’52, con la sala personale, vince il premio Gran Pittura Italiana). Poi, sarà la volta di New York, San Paolo in Brasile, Il Milione di Milano, Documenta Kassel, Copenhagen, Londra, Monaco, Berlino. Nel ’54 con l’opera Finestra sul mare vince il Premio Michetti per la pittura. È anche scenografo teatrale, incisore, illustratore per testi letterari (tra cui il Satyricon di Petronio) e prolifico disegnatore. Nel 1972 ha una sala personale alla X Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma. Fra le antologiche, si segnala quella dell’83 a Palazzo Farnese di Piacenza cui segue nell’86 la monografica con 245 opere presso Palazzo Reale di Milano. Nel 2012, Piacenza gli ha reso omaggio, in occasione del centenario della nascita.

Le opere di BRUNO CASSINARI