Lucio Del Pezzo

L’aspetto ludico dell’arte e l’ironia caratterizzano l’originalità delle sue pitture-oggetto, realizzate con il gusto e la manualità dell’artigiano; i suoi assemblages e collages traducono il linguaggio pop nella geometria razionale di ascendenza metafisica, che recupera la lezione di De Chirico, Carrà e Morandi.

Lucio Del Pezzo nasce a Napoli nel 1933. La sua prima formazione all’Accademia di Belle Arti lo avvia a una produzione neodadaista intrisa di tinte locali. È di questo periodo la partecipazione al movimento artistico “Gruppo 58” che dà vita alla rassegna d’avanguardia Documento Sud (con, tra gli altri, Enrico Baj e Edoardo Sanguineti). Oltre che alla pittura, l’artista si dedica in questo torno di anni anche all’insegnamento di ceramica a Matera.
L’apertura a un panorama più internazionale è dei primi anni ’60 quando si trasferisce a Milano, dove tiene una mostra alla Galleria Schwartz cui segue l’anno successivo la sua prima personale a New York. Nel 1964 collabora con Baj e Lucio Fontana alla realizzazione del Labirinto del tempo libero per la XIII Triennale di Milano. Nel 1966 espone con una sala personale – e presentazione di Gillo Dorfles – alla Biennale di Venezia e l’anno successivo partecipa alla mostra De Metafisica alla Galleria Kruger di Ginevra al fianco di De Chirico, Carrà, Morandi e Sironi. Dalla metà degli anni Sessanta inizia la collaborazione duratura nel tempo con lo Studio Marconi di Milano.
Cruciale in questo periodo per lo sviluppo del percorso artistico di Del Pezzo il suo lungo soggiorno a Parigi, dove espone per la prima volta nel 1968. Le rielaborazioni delle avanguardie storiche con inserimenti di oggetti pop segnano le opere degli anni Sessanta, preludio di due importanti retro- spettive, una nel 1970 alla Pilotta a Parma e l’altra nel 1974 alla Rotonda della Besana a Milano. Fa rientro in Italia alla fine degli anni Settanta, avendo maturato nel frattempo anche esperienze da progettista grafico per marchi quali Olivetti e Renault Italia e esprimendo la sua versatilità artistica anche come scenografo; nel 1984 gli viene assegnata la cattedra di “ricerche sperimentali sulla pittura” alla nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Si continua ad affermare con mostre anche internazionali: a Mosca al Palazzo dell’Arte nel 1988, nel 1994 alla Casa Mantegna di Mantova, e in Germania a Darmstadt, nel 2000, con una grande re- trospettiva. Nel 2001 ritorna a lavorare a Napoli per una commissione di quattro opere in ceramica e una scultura in bronzo da collocare in due stazioni della nuova metropolitana, e a Castel dell’Ovo gli viene dedicata una grande mostra antologica; tre anni dopo è presente alla mostra “Archeologia metafisica” al Museo dei Materiali Minimi d’Arte Contemporanea di Paestum cui segue l’antologica a Loano dal titolo “Nello stile italiano”. Un nucleo di importanti opere degli anni ’60 è stato esposto alla Fondazione Marconi di Milano alla fine del 2014.

Quattro lastre incise con la tecnica dell’acquatinta sono state create per la realizzazione dell’opera “Anabasi”. L’acquatinta ha consentito l’incisione di ampie superfici colorate che, una volta stampate al torchio manuale, sono state arricchite dagli elementi applicati sulla carta principale con la tec- nica del collage. Questi sono stati dapprima stampati, successivamente ritagliati e infine incollati.

Le opere di Lucio Del Pezzo