PERICLE FAZZINI

Nasce a Grottammare, Ascoli Piceno, nel 1913 e muore a Roma nel 1987. La formazione risale alla fanciullezza, quando si esercitava nel laboratorio paterno di ebanisteria. “A 10 anni – scrive – aiutavo mio padre nell’intaglio dei mobili e cominciavo a modellare pupazzi”. Adolescente giunge a Roma, su interessamento del poeta Mario Rivosecchi (compaesano e amico di famiglia), per seguire i corsi della Scuola Libera del Nudo dell’Accademia. È colpito dal Seicento romano (“attraverso il costruire di Borromini e lo scolpire del Bernini divenni un convertito del Barocco”), frequenta Alberto Ziveri – con il quale partecipa alla IV Triennale di Monza e collabora con l’architetto razionalista Luigi Moretti alla realizzazione della Casa del Poeta. Nella prima metà del decennio ottiene una borsa di studio dal Pensionato Artistico Nazionale e nel 1936 stabilirà il proprio studio in via Margutta. Le sue amicizie, intanto, si sono ampliate e tramite Giuseppe Ungaretti – i cui ritratti possono considerarsi tra i suoi capolavori assoluti – conosce la principessa di Bassiano Margherita Caetani, animatrice della rivista Commerce: nel ’34 è invitato a esporre a Parigi e il suo Ritratto di Anita viene acquistato dal Musée Jeu de Paume. Nel ’35 è alla Quadriennale, poi alla Biennale di Venezia, ma questi sono anni caratterizzati da difficoltà economiche. Quando a Milano nasce il movimento Corrente, che raccoglie i giovani talenti italiani, Fazzini partecipa alla loro seconda mostra. Richiamato alle armi, durante il soggiorno a Zara, inizia la produzione fruttuosa dei “bronzetti”. Dopo la guerra, riprende i soggetti consueti (nudi di donna, danzatrici, cavalli, atleti), ma esegue anche opere sui flagelli del conflitto mondiale e la lotta partigiana. Il Fucilato, primo esempio di questa tematica, degli anni 1945-1946, viene esposto ad “Arte e Resistenza in Europa”, Bologna-Torino, 1965. Tra il Quaranta e il Cinquanta la scena artistica è attraversata dal dibattito tra fautori dell’astrattismo e favorevoli al realismo socialista. Fazzini aderisce (con Corpora, Franchina e Turcato) al Fronte Nuovo delle Arti, precedentemente costituitosi con la sottoscrizione di un manifesto (1946) da parte di Birolli, Guttuso, Leoncillo, Morlotti, Santomaso, Vedova, fra gli altri. Nel 1951 l’antologica in Palazzo Barberini è presentata da Giuseppe Ungaretti, nel ’54 vince il premio di scultura alla Biennale di Venezia. Docente all’Accademia di Belle Arti di Roma dal 1958 al 1980, ha un’intensa attività nel campo delle opere pubbliche: dal portale in bronzo della chiesa di san Giovanni Battista sull’Autostrada del Sole alla Fontana per il Palazzo dell’Eni di Roma all’Eur fino al monumento alla Resistenza in Ancona (1964-65), a quello del Marinaio di San Bendetto del Tronto e, soprattutto, il Cristo risorto nella Sala delle Udienze del Vaticano. Può essere letto come il punto di arrivo della sua ricerca, fondata sulla mistica della natura. Qui tornano le passioni giovanili per la scultura di Rodin e per il Barocco. Rimane invece un bozzetto per un monumento, mai realizzato, dedicato a Kennedy. Moltissime le antologiche sulla sua produzione. Le sue opere si trovano nelle collezioni dei musei di tutto il mondo.

Le opere di PERICLE FAZZINI