GIOSETTA FIORONI

Giosetta Fioroni nasce la vigilia di Natale del 1932 a Roma, da un padre scultore e una madre pittrice e marionettista. L’ambiente familiare avrà un ruolo fondamentale nella sua carriera d’artista, come lei stessa afferma. Negli anni Cinquanta Giosetta è iscritta all’Accademia di Belle Arti dove segue i corsi di Toti Scialoja. Già nel 1955 partecipa alla Quadriennale di Roma e l’anno seguente alla XXVIII edizione della Biennale di Venezia. Nel 1957 viene presentata da Emilio Vedova con la sua prima personale alla Galleria Montenapoleone di Milano. Tra il 1959 e 1963 vive a Parigi, dove ha l’opportunità di esporre le sue opere e incontrare scrittori e artisti come Yves Klein, Pierre Klossowski, Jim Dine e tanti altri. Lavora per un breve periodo in una mansarda che le presta Tristan Tzara.
Gran parte degli anni Sessanta sono caratterizzati dal ciclo degli Argenti: volti, figure e paesaggi dipinti con una vernice industriale alluminio, opere su tela e su carta. A Roma, in questo periodo si ritrova al Caffè Rosati con Angeli, Schifano, Festa, Lo Savio, Uncini, Mauri (gruppo definito poi dalla critica Scuola di Piazza del Popolo). Con alcuni di loro partecipa alla XXXII Biennale di Venezia, l’edizione che sancisce il successo della pop art in Italia. A Roma, alla galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis, la Fioroni nel 1961 espone con Bignardi, nel 1965 ha una sua personale e nel 1968 inaugura, con la sua performance La spia ottica, il festival “Il Teatro delle Mostre”. Nel 1964 incontra lo scrittore Goffredo Parise (rimarranno insieme fino alla morte di lui).
Collabora con poeti e scrittori: Alberto Arbasino, Nanni Balestrini, Guido Ceronetti, Elisabetta Rasy, Nadia Fusini, Andrea Zanzotto, Cesare Garboli, Franco Marcoaldi, valerio Magrelli, e tanti altri, ideando con loro libri e opere grafiche.
Alla fine degli anni Sessanta compaiono i primi Teatrini, “giocattoli per adulti”, come li definisce l’artista. Sempre in questi anni la Fioroni, artista eclettica e sperimentatrice, si cimenta con la macchina da presa, creando film in 16 mm e Super8, e con la fotografia, che adotterà in seguito in cicli come Atlante di medicina legale e Fototeca.
La vita in città, nel tumultuoso periodo degli anni Settanta, spinge Goffredo e Giosetta a trasferirsi nella campagna veneta. Diretti discendenti di queste esperienze di vita, e anche legate alla lettura dei libri di Vladimir Propp, Morfologia della Fiaba e Le Radici storiche della fiaba di magia, nascono la serie di disegni a china nera de Gli Spiriti Silvani e le Teche, scatole di legno che raccolgono collezioni di piccoli relitti trovati per boschi e in campagna.
Nel 1986 muore Goffredo e Giosetta torna a vivere a Roma.
Dal 1980 al 1986 si dedica ad un ciclo di pastelli agli affreschi di Gian Domenico Tiepolo nella Villa Valmarana ai Nani a Vicenza. Nel 1987 i pastelli vengono esposti alla galleria dell’oca, con la pubblicazione di un testo di Parse.
Nel 1990 la Calcografia Nazionale di Roma dedica un’intera mostra al suo lavoro su carta e nel 1993 Achille Bonito Oliva la invita con una sala personale alla Biennale di Venezia.
A Faenza dal 1993 torna periodicamente nella Bottega Gatti, diretta da Davide Servadei, dove realizza diversi cicli di opere in ceramica policroma.
A Roma le vengono commissionati due portali in ceramica per il cinema Nuova Olimpia e presso la chiesa Regina Mundi la grande statua Mater Mundi.
Presso la Pinacoteca Loggetta Lombardesca di Ravenna, nel 1999-2000, Claudio Spadoni riunisce in un’antologica le tele dagli anni Sessanta al contemporaneo.
Nel 2000 alla galleria di Maurzio Corraini a Mantova inaugura la mostra “Giosetta Fioroni. Lettere ad Amici, Artisti e Poeti…”, gli affetti della sua vita entrano a far parte della sua arte.
Nel 2001 la Camera dei Deputati la invita per una mostra dal titolo “Di al tempo di tornare”.
Nello stesso anno è organizzata una sua personale al Museo Laboratorio dell’Università La Sapienza di Roma.
Nel 2002 realizza una nuova idea di performance insieme all’amico fotografo Marco Delogu: 24 foto montate su light boxes ed esposte nell’Ala Mazzoniana della Stazione Termini di Roma, lavoro che prenderà il titolo di “Senex. Ritratto d’artista”.
Nel marzo del 2003 il Comune di Roma le dedica un’ampia antologica “La Beltà. Giosetta Fioroni, opere 1963-2003” presso il Museo dei Mercati di Traiano, curata da Daniela Lancioni e Federica Pirani.
L’amore per gli animali e i suoi cani è sempre più forte e così nel 2006 nasce “Animalia” all’Officina Arte il Borghetto di Roma, insieme alle poesi di Franco Marcoaldi. Nel 2009 esce la prima monografia dedicata a lei e curata da Germano Celant, edita da Skira.
Al MACRO di Roma nel 2012 un nuovo lavoro con Delogu “L’Altra Ego”: un’altra indagine su nuove identità.
Nel 2013 la Fioroni espone al Drawing Center di New York “Giosetta Fioroni. L’Argento”, una raccolta di opere su tela e carta dal 1956 al 1976, insieme ad alcuni video girati nel 1967. Nello stesso anno, ad ottobre, la mostra viene riproposta alla GNAM di Roma, dove si aggiungono importanti opere in ceramica.
L’ultimo lavoro la vede nelle vesti di videoartista. Nel 2014 su committenza della casa di moda Valentino crea un cortometraggio di nove minuti: The Golden Bough, lavoro ispirato al libro dell’antropologo James Frazer.

Le opere di GIOSETTA FIORONI