GASTONE NOVELLI

Nasce a Vienna nel 1925, muore a Milano nel 1968). Suo padre è addetto militare all’ambasciata di Vienna, sua madre è austriaca, ma la coppia si trasferisce a Roma subito dopo la nascita del figlio. A 18 anni, è segnato dall’esperienza della guerra in modo atroce: nel 1943 viene torturato e condannato a morte per aver preso parte alla Resistenza, rimane in carcere al Regina Coeli fino al 1944, viene poi liberato dalle truppe alleate. Si stabilisce a Firenze e si laurea in Scienze politiche. Inizia allora la sua carriera pittorica grazie all’aiuto di Max Bill che lo introdurrà al neocostruttivismo. Dal 1950 si stabilisce a San Paolo, in Brasile, per quattro anni. L’esperienza è esaltante: insegna, dipinge, si occupa di design, è attivo nella promozione per la sintesi delle arti. Nel 1954 ritorna a Roma dove conosce Achille Perilli e Corrado Cagli. Dopo esperienze neocubiste ed espressioniste, si distacca avviandosi indipendentemente verso il linguaggio astratto sensibile alla lezione di Kandinskij e Klee. Nel 1956-57 compie un viaggio a Parigi, dove conosce Tzara, Ray e Masson. S’intensifica il rapporto con la fotografia, probabilmente grazie a Man Ray. In una serie di foto a presa diretta compaiono le prime scritte, come in Jet blanc, il rivoluzionario prodotto. Nel 1957 i suoi interessi si orientano verso una pittura che utilizza segni minimi, per trascrivere liberamente pensieri e impulsi interiori. La linea di ricerca abbraccia il tachisme di origine gestuale, comprendendo le impronte delle dita. Nel 1958 pubblica, per le edizioni dell’Esperienza Moderna, Scritto sul muro, un libro con ventisei tavole litografiche, dedicate alle ventisei lettere dell’alfabeto, precedute da un testo visualmente ricco e chiarificatore delle sue intenzioni. Usa segni, lettere, segmenti, crittografie, geroglifici e punteggiature, atomi linguistici, così come si trovano sulle pareti degli edifici degradati che portano le tracce del trascorrere del tempo e della storia. La poetica di Novelli è così riassunta dall’autore: “Il pescare un’immagine scavando in se stessi o nella vita diventa sempre più difficile, la necessità di trarre alla luce un’ipotesi in un mondo pesante consuma sempre più in fretta le mani ed il cervello. È come volere scrivere qualcosa con un alfabeto da inventare. E la materia diventa arida, i segni duri e spezzati delle scritte, delle screpolature, dei graffi escludono ogni possibilità di compiacimento per non concedersi l’illusione del ‘saputo’”. Nel 1962 con Vanni Scheiwiller pubblica un piccolo volumetto intitolato Antologia del possibile che contiene, insieme agli scritti di Sanguineti, Pagliarani, Giuliani, Paz, con anche opere di Vedova, Consagra, Dorazio, Perilli, Twombly e Arnaldo Pomodoro. Nel 1964 partecipa alla Biennale di Venezia ottenendo il Premio Gollin e, nello stesso anno, disegna le tavole che illustreranno il testo Pelle d’asino di Giuliani e Pagliarani. Al 1966 risalgono le sue prime opere di matrice politica, in sintonia con il clima della contestazione. L’anno successivo è invitato a esporre, con una sala personale, alla Biennale di Venezia. Il giorno dell’inaugurazione decide, come molti altri artisti, di chiudere la sala e voltare tutte le opere verso il muro in segno di protesta contro la presenza della polizia ai Giardini. Scrive sul retro di una tela La Biennale è fascista. Poco dopo si trasferisce a Milano nello studio di via Orti e inizia a insegnare a Brera. Ai primi di dicembre del 1968 è ricoverato per un’operazione e muore in seguito a un collasso, pochi giorni prima di Natale. Un’ampia collezione delle sue opere è presente al Solomon R. Guggenheim National Gallery of Washington, al MoMa di New York, a Palazzo Reale di Milano e alla GNAM di Roma.

Le opere di GASTONE NOVELLI