GIUSEPPE SANTOMASO

Nasce a Venezia nel 1907 dove muore nel 1990. Figlio di un orafo, inizia la sua formazione artistica prima alla Fondazione Bevilacqua La Masa, poi all’Accademia di Belle Arti di Venezia (dove insegnerà per vent’anni dal 1954 al ‘74), stringendo un solidalizio con lo scultore Alberto Viani. Il suo stile è, agli esordi, naturalistico e figurativo: alla XIX Biennale di Venezia del 1934 partecipa con l’opera Figura (sarà presente in altre tredici edizioni, intervallando con Documenta Kassel). Nel 1939 si reca a Parigi in occasione della sua prima personale alla Galerie Rive Gauche. Nel 1943 espone alla Quadriennale di Roma e nel 1945 realizza le illustrazioni del libro Grand Air di Paul Eluard. Nel 1946 partecipa, a Venezia, alla fondazione del gruppo di artisti antifascisti Nuova secessione artistica italiana – Fronte nuovo delle arti. Espone a Stoccolma nel 1948 insieme ad Afro e Birolli. Dopo un primo periodo figurativo, Santomaso si dedica alla realizzazione di una serie di opere dove è forte l’influenza della ricerca postcubista, per passare poi, a metà degli anni ‘50, all’astrattismo informale (Dalla parte della Meridiana, 1956, Neri e rossi del canale, 1958). Pur continuando a meditare sulla tradizione colorista veneta – che «forza» in direzione dell’espressionismo di Van Gogh dopo il viaggio in Olanda e del cubismo, sulla scia di Braque visto a Parigi – nel suo orientamento verso le trasfigurazioni cromatiche della luce molto devono aver influito le rifrazioni sulle pietre preziose osservate presso il laboratorio paterno. Ormai pienamente inserito nell’Informale, riceve molti premi, espone a Milano, Venezia, Stati Uniti e nel 1961 lo Stedelijk Museum di Amsterdam organizza una personale. Nello stesso anno, partecipa alla Biennale di San Paolo. A differenza di quasi tutto l’astrattismo informale, Santomaso mantiene l’idea di un’armonia compositiva (Rosso veneziano, 1959). Nel 1965-66 una sua retrospettiva è presentata prima al Kunstverein di Amburgo e poi alla Haus am Lützowplatz di Berlino e al Museum am Ostwall di Dortmund. Continua nel frattempo la sua attività nell’ambito della grafica e realizza alcune litografie per il libro di poesie On Angle di Ezra Pound (1971). «L’esercizio dell’incisione mi ha aiutato molto nel depurare, nel rendere più essenziale il mio discorso. Per esempio, dovendo usare per l’acquatinta la tecnica della boîte à grains, che consiste nel far cadere una sottile pioggia di resina sulle lastre da incidere, ho finito per creare una tecnica simile anche per la pittura», afferma l’artista. Negli anni Ottanta e Novanta si intensificano le mostre all’estero (Barcellona, Monaco, Amsterdam New York). Nel 2008, in occasione del centenario della sua nascita la Fondazione Cini di Venezia organizza un’ampia antologica.

Le opere di GIUSEPPE SANTOMASO