EMILIO GRECO

Nasce a Catania nel 1913 e muore a Roma nel 1995. Fin da piccolo disegna incessantemente, ma viene spinto verso la scultura con un apprendistato presso uno scalpellino che realizza monumenti funebri, obbligato a quel mestiere dalle condizioni non agiate della famiglia. A vent’anni è a Roma, con gli occhi ancora pieni delle antiche statue greco-romane della sua Sicilia. Nel 1947 ottiene uno studio a Villa Massimo, dove risiedono Leoncillo, Guttuso e Mazzacurati. Il 1948 vede la mostra alla Galleria del Secolo. Nel catalogo, con prefazione di Fortunato Bellonzi, spiccano la Pattinatrice e il Lottatore, dove i blocchi geometrizzanti e cubici sprigionano ugualmente una vitalità della materia. Sempre in quell’anno partecipa alla “Mostra sulle Olimpiadi” di Londra (Victoria and Albert Museum), è presente con il Lottatore alla “Mostra dello Sport” alla Tate Gallery. Nel 1949, con due sculture – i bronzi Testa d’uomo e Cantante – è invitato alla mostra “Arte italiana del XX secolo” del MoMa di New York. Espone alla Biennale di Venezia e, ormai acclamato maestro della scultura, viene chiamato per il monumento a Pinocchio di Collodi (1954). Dal ’56 si concentra sulla figura della Bagnante, mettendo in luce la seduttività del corpo femminile a partire dalla lezione delle Veneri preistoriche e di quelle classiche. Per le committenze pubbliche, realizza il monumento di papa Giovanni XXIII in San Pietro (1965-1967) e l’enorme lavoro delle Porte bronzee per il Duomo di Orvieto (1961-1964). Queste ultime verranno installate, dopo molte polemiche sull’opportunità di sovrapporre a una struttura gotica un’opera moderna, solo nel 1970. Poeta e scrittore, oltre che scultore, dal 1953 è docente della cattedra di scultura dell’Accademia di Belle Arti romana, insegna a Monaco e a Salzburg, è membro dell’Accademia di San Luca e di quella Reale belga. Dagli anni Cinquanta l’attività di Greco è documentata da numerosissime mostre italiane ed estere (tra le personali: 1952, Roma, Quadriennale; 1954, Rhode Island, Rhode Island Museum; 1956, Venezia, Biennale; 1957, San Paolo del Brasile, Biennale; 1961, Parigi, Musée Rodin; 1962-‘63, Lisbona, Fondazione Gulbenkian; 1966, Canberra, Albert Hall; 1966, Melbourne, National Gallery of Victoria; 1970-1971, Ferrara, Galleria Civica d’Arte Moderna). L’Ermitage di San Pietroburgo gli ha riservato uno spazio espositivo permanente e altre opere si trovano presso le collezioni internazionali (Bruxelles, Kyoto, Londra, Monaco, Parigi). A Sabaudia, Orvieto e Catania ci sono musei che documentano l’intero arco della sua produzione artistica.

Le opere di EMILIO GRECO