MASSIMO DALLA POLA

Massimo Dalla Pola nasce nel 1971 a Milano. Nel 1996 si laurea in Storia dell’arte e dal 2002, anno della sua prima personale da Luciano Inga-Pin, espone in spazi pubblici e gallerie in Italia e all’estero. Attualmente collabora con Roberta Lietti Arte Contemporanea (Como) e Circoloquadro (Milano). Il suo lavoro di discende da quella linea chiara dell’arte italiana del Rinascimento, capace di coniugare la sintesi con il rigore e l’esattezza ottica. Egli pone l’oggetto, sia esso paesaggio, architettura o utensile, al centro della rappresentazione, con un’intensità priva di coinvolgimento emotivo. La sua opera Italicus fa parte di una serie di lavori, Paesaggio italiano, dedicata a fatti drammatici della storia (in questo caso il riferimento è all’attentato terroristico del 4 agosto 1974 sul treno Roma-Monaco di Baviera). L’apparente “freddezza” espressiva che emana da quest’opera serve a estrapolare gli eventi dal flusso magmatico della Storia, per guardarli invece alla luce della ragione e avvolgerli in un’aura di silenziosa sacralità. L’atemporalità dell’oro che campeggia sullo sfondo è desunta infatti dalle icone bizantine, mentre il soggetto è nero come il mistero che ancora aleggia su quei fatti. L’opera è stata realizzata dalla ditta Brand Solvers Ricami di Sesto San Giovanni (Milano), azienda che ha saputo unire la precisione dell’artigianato con la scientifica organizzazione dell’industria. Il ricamo oggi è una tecnica impiegata da numerosi artisti. È una scelta linguistica fatta da uomini e donne: i primi per capovolgere il luogo comune di un mezzo esclusivamente femminile e legato solo al lavoro domestico, le seconde per farne uno strumento di denuncia, anche politica, delle barriere di genere.

Le opere di MASSIMO DALLA POLA