NUNZIO GULINO

Nasce a Comiso, Ragusa, nel 1920 e muore a Roma nel 2011. Ha dedicato la sua attività espressiva all’incisione. Nel 1938 ottiene una borsa di studio e segue il Corso Superiore dell’Istituto di Belle Arti del Libro a Urbino, allievo di Leandro Castellani e Francesco Carnevali. Comincia a incidere nel 1939. L’anno dopo si diploma, vince un’altra borsa di studio e frequenta il Magistero di Belle Arti. Nel 1942 è militare a Cervia e poi a Roma: qui prende l’abilitazione di maestro calcografo. Torna a Urbino (1943) dove insegna disegno prospettico e architettonico, quindi a Comiso (1945). Infine, per una nuova chiamata alle armi, viene distaccato a Orvieto. Terminata la guerra, si impegna nella didattica che affianca all’incisione. Acquafortista di talento, ama intrecciare i segni in trasparenze, ottenendo morbidi chiaroscuri e predilige soggetti quali paesaggi fiori, interni. “La linea non esiste – scrive Gulino – nasce da un rapporto tra zone, non c’è nessun vero confine”. Nel 1969 viene segnalato da Virgilio Guzzi sul Bolaffi Arte. Nello stesso anno, diviene docente all’Istituto Centrale del Restauro di Roma. Al suo attivo ha centinaia di lastre, molte di esse collegate a edizioni d’arte di testi letterari e poetici, da Leopardi a Pavese, Sciascia, Gogol, Roversi. Ha partecipato, ottenendo numerosi riconoscimenti, alla Quadriennale d’Arte di Roma nel 1956 e nel 1975 e alla Biennale dell’Incisione italiana contemporanea di Venezia negli anni 1955, 1963 e 1965, al Premio internazionale per l’incisione di Biella, alla Triennale di Milano nel 1972, alla Biennale di Oderzo (1988), alla rassegna di acquaforte di Modica (1996), alla Triennale di Chieri (1999), alla rassegna Bisonte di Firenze (2000). Sue opere sono conservate a Lugano, Stoccolma, New York, San Paolo

Le opere di NUNZIO GULINO