Mimmo Paladino

Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) nel 1948 e lavora oggi tra la sua terra d’origine e Roma. È uno dei rappresentanti più affermati della Transavanguardia, movimento teorizzato nel 1980 dal critico Achille Bonito Oliva che esplode nella sezione “Aperto” della Biennale di quell’anno: gli artisti rivendicano un ritorno alla pittura a scapito della smaterializzazione voluta dal Minimalismo e Concettualismo. L’esperienza di Paladino si evolve negli anni Ottanta unendo al linguaggio astratto una rinnovata attenzione per il figurativo. Nel 1964, visitando la Biennale di Venezia, riceve una forte impressione dagli artisti Pop americani. Attraverso densi riferimenti al mito e sviluppando immagini archetipiche postula un’arte dal sapore arcaico, mediterraneo, onirico, che ha come perno il tema della memoria e del frammento.

Le sue statue sono icone, maschere antiche, geometrizzanti, quasi un alfabeto di segni che tornano in maniera ciclica. Memorabile resta la sua installazione Montagna di sale a piazza del Plebiscito a Napoli, degli anni 90, con figure umane di guerrieri e i grandi cavalli rovesciati dentro il cumulo bianco. Paladino si dedica, oltre che alla pittura e alla scultura, anche all’incisione: l’acquaforte, l’acquatinta, la linoleografia, la xilografia. Interviene poi sul territorio, con installazioni per chiese, piazze e palazzi. Altro luogo privilegiato è il teatro per il quale svolge un’attività intensa di scenografo (sovente in coppia con Mario Martone) che gli frutta il premio Ubu per l’Edipo a Colono. Si cimenta anche nel cinema. Sua è la regia del Don Chisciotte: nel 2005 al Museo di Capodimonte di Napoli presenta un lavoro dedicato al personaggio di Cervantes che prelude a Quijote, il lungometraggio diretto dall’artista, con Lucio Dalla nella parte di Sancho Panza mentre Toni Servillo è il cavaliere errante. Sul tema pubblica poi un libro d’artista con poesie di Giuseppe Conte (Editalia). Dalla sua prima personale nel 1969, presso lo Studio Oggetto di Enzo Cannaviello a Caserta, Paladino è oggi riconosciuto a livello internazionale e le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche del mondo.

Nel 1985 la Lenbachhaus di Monaco di Baviera organizza la sua prima mostra retrospettiva in uno spazio pubblico. Nel 1988 la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale nel Padiglione Italia. Nel 1994 è il primo artista contemporaneo italiano a esporre in Cina, alla Galleria Nazionale delle Belle Arti di Pechino. Nel 1995 Napoli organizza una rassegna in tre prestigiosi spazi pubblici: le Scuderie di Palazzo Reale, Villa Pignatelli Cortes e Piazza Plebiscito, cornice della spettacolare installazione della Montagna di Sale. Nel 1999 è la volta della South London Gallery con il grande ciclo dei Dormienti. La più completa retrospettiva è allestita a Prato al Centro Pecci nel 2002-2003. In quest’anno, Paladino viene scelto per rappresentare il nostro paese durante la Presidenza italiana a Bruxelles, con la scultura equestre Zenith, nella piazza della sede del Parlamento Europeo. Nel 2005, oltre agli eventi legati al Don Chisciotte, tra le sue personali vi è quella alla Cà Pesaro di Venezia, in occasione della Biennale, con terrecotte di grande formato, e quella al MAR, Museo d’Arte di Ravenna: vengono esposte per la prima volta le scenografie teatrali realizzate negli ultimi quindici anni. Nel 2007 si inaugura il mosaico per il Teatro Argentina a Roma, in pendant con quello di Enzo Cucchi. Nel 2012, il Mic di Faenza ha proposto le sue ceramiche in mostra mentre la Pinacoteca Provinciale di Bari allestiva le sue sculture in una monografica.
Nei panoramici spazi di Villa Rufolo a Ravello, si è tenuta nel 2013 una mostra di sculture curata da Flavio Arensi. Per la Sala dei Cavalli di Palazzo Te a Mantova, Paladino ha realizzato con alluminio e matrici di tufo un monumentale cavallo con dentro un uomo, archetipo di Ulisse e della presa di Troia.

Le opere di Mimmo Paladino