Milano celebra Emilio Isgrò

13 luglio 2016

Milano omaggia Emilio Isgrò con una grande antologica disseminata in tre prestigiose sedi.

La mostra a cura di Marco Bazzini offre al pubblico una panoramica sull’intensa produzione dell’artista originario di Barcellona di Sicilia, ma milanese d’adozione fin dagli anni Sessanta. Tra le sale di Palazzo Reale trovano posto le opere storiche, organizzate in blocchi tematici e intervallate delle imponenti installazioni realizzate da Isgrò nel corso degli anni.

Le celebri cancellature, la poesia visiva, le “lettere estratte”, le “macchie” e i “particolari ingranditi” cedono il posto, nella Gallerie d’Italia, a un’anteprima di incredibile rilievo: L’occhio di Alessandro Manzoni, un’emozionante “cancellazione” del famoso ritratto di Hayez. La nuova opera è esposta nel caveau della sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, usato per la prima volta come spazio espositivo.

Riconosciuto da Isgrò come simbolo di una unità nazionale oggi più che mai necessaria in Italia e nel contesto globale, lo scrittore ottocentesco è una presenza ricorrente nella rassegna milanese. La triade di mostre si conclude, infatti, a Casa del Manzoni, dove l’artista ritorna, a distanza di 50 anni, sul capolavoro manzoniano per eccellenza, “cancellandone” in totale 35 volumi: dieci in più del numero dei lettori che il romanziere prevedeva, ironicamente, per la sua opera.

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