GIOSETTA FIORONI  LA FATA GUARDIANA

Autore: GIOSETTA FIORONI
Collezione: Qui arte contemporanea
Tecnica: ceramica policroma
Dimensioni: cm. 39 x 36
Tiratura: 60+6 pda
Anno: 2014
Monografia: Apri

Nel cuore in maiolica della Fata guardiana che si anima degli smalti brillanti rossi e azzurri, che vibra nelle pennellate in oro, c’è la lunga storia – d’amore – dell’incontro di Giosetta Fioroni con la ceramica nel laboratorio Gatti di Faenza, un’eccellenza artigiana tutta italiana. Una materia duttile, l’argilla, che viene plasmata dall’artista e poi cotta più volte, affinché quella forma diventi “per sempre”, e si possa accendere di colori. La fata guardiana è l’emblema del mondo immaginifico dell’artista: la sagoma del cuore contiene un racconto coloratissimo dove rossi e azzurri brillanti o a contrasto definiscono le forme del bassorilievo. Il bosco notturno è il territorio oscuro delle paure, delle prove da superare. La fata si staglia in un brillante abito smaltato di bianco e oro, come la casa nella foresta e la scala metafisica che sale verso terre lontane, al di là del cielo, in una dimensione onirica. Inventare, plasmare, cuocere e dipingere un tripudio di forme e di colori, la ceramica si presta per Giosetta Fioroni più di altre materie alla sua naturale tendenza a sperimentare all’infinito un unico amato soggetto: la narrazione.

Ceramica

La ceramica indica un materiale composto inorganico, non metallico, molto duttile allo stato naturale, rigido dopo la fase di cottura. E’ uno dei più antichi prodotti di sintesi inventati dall’uomo, sotto forma di vasi e contenitori compare molto presto in varie parti del mondo a cominciare dal Giappone, poi nel Vicino Oriente, fino ad arrivare in Europa. Così come per molti altri prodotti nella storia del design italiano.

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GIOSETTA FIORONI

GIOSETTA FIORONI

Giosetta Fioroni nasce la vigilia di Natale del 1932 a Roma, da un padre scultore e una madre pittrice e marionettista. L’ambiente familiare avrà un ruolo fondamentale nella sua carriera d’artista, come lei stessa afferma. Negli anni Cinquanta Giosetta è iscritta all’Accademia di Belle Arti dove segue i corsi di Toti Scialoja. Già nel 1955 partecipa alla Quadriennale di Roma e l’anno seguente alla XXVIII edizione della Biennale di Venezia. Nel 1957 viene presentata da Emilio Vedova con la sua prima personale alla Galleria Montenapoleone di Milano. Tra il 1959 e 1963 vive a Parigi, dove ha l’opportunità di esporre le sue opere e incontrare scrittori e artisti come Yves Klein, Pierre Klossowski, Jim Dine e tanti altri. Lavora per ... Scopri l'artista

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