SALVATORE FIUME  PIANETI CHE ATTENDONO

Autore: SALVATORE FIUME
Collezione: Qui arte contemporanea
Tecnica: microarazzo
Dimensioni: cm 70x140 ca. - in cornice cm 90x160 ca.
Tiratura: 299 esemplari e XX numeri romani fuori commercio
Anno: 2005

In un surreale scorcio mediterraneo, dove il cielo azzurro e terso si tinge di una lieve luce rosata, Fiume colloca due massicce figure scultoree, stilizzate e immobili, che si integrano con il paesaggio circostante. Sono simili a monoliti. Le due statue di pietra monopolizzano l’attenzione e ispirano grande soggezione a un folto gruppo di persone che dal basso le osservano. Quest’opera riprende un tema caro a Salvatore Fiume che egli rappresenta in alcune delle sue prime opere pittoriche, come Città di statue e il trittico Isola di statue, conservato oggi ai Musei Vaticani. Il microarazzo nasce nella seteria Bianchi di Como. È una lavorazione minuziosa e accurata per creare una tessitura preziosa capace di restituire sia gli effetti plastici sia quelli cromatici propri dell’opera dell’artista. I delicati filati di seta sono stati tinti appositamente ricreando tutte le necessarie sfumature, ogni centimetro di tessitura contiene trecento inserzioni di fili diversi in un sapiente gioco di incroci che, magicamente, dà vita a un arazzo d’artista.

Tessitura

La tessitura a telaio è una delle più antiche arti praticate dall’uomo, che ha toccato per ricchezza di materiali e raffinatezza della tecnica artigiana momenti di splendore nella Sicilia normanna e nel nord Italia del Rinascimento. L’artigianalità in questa tradizione, il lavoro a telaio quindi, ha oggi tanto più valore in quanto il procedimento industriale nella tessitura ha decisamente preso il sopravvento.
Di una lunga e diffusa tradizione sono figli i maestri artigiani che oggi realizzano arazzi, microarazzi e ricami secondo le antiche tecniche di lavorazione, coniugandole talvolta con nuovi materiali e nuove tecnologie.

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SALVATORE FIUME

SALVATORE FIUME

Nato a Comiso nel 1915 e muore a Milano nel 1997. Personaggio poliedrico, si è occupato di pittura, scultura, architettura, scenografia e letteratura. Grazie a una borsa di studio frequenta giovanissimo il Regio Istituto d’Arte del Libro di Urbino. Al termine degli studi si trasferisce a Milano dove entra in contatto con intellettuali e artisti, tra cui Quasimodo, Buzzati, Carrieri. La sua prima affermazione è legata a un’opera letteraria, il romanzo autobiografico Viva Gioconda!, frutto della vita militare. Dal 1938 al 1946 risiede a Ivrea, dove è art director della rivista Tecnica e organizzazione voluta da Adriano Olivetti; non ha molto tempo per coltivare i suoi interessi nella pittura, si licenzia e si sposta a Canzo, presso Como. Sceglie ... Scopri l'artista

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