Tributo a Michelangelo  PIETA’ RONDANINI

Autore: Tributo a Michelangelo
Collezione: Repliche classiche
Tecnica: replica in polvere di marmo e resina
Dimensioni: h. cm 54
Tiratura: 99 + X
Anno: 2015
Note: Materiale: resina (25%) e polvere di marmo di Carrara (75%). Processo di produzione: scansione ottica 3D dall’originale

La replica è stata realizzata grazie a un processo di riproduzione che non ha in nessun modo toccato l’opera originale: il procedimento moderno, di raffinata tecnologia, si distingue soprattutto per questo dalla tecnica tradizionale, ossia quella del calco in gesso che veniva preso direttamente a contatto con l’originale, inevitabilmente danneggiandolo. Il primo passo è quello della scansione ottica tridimensionale (in questo caso eseguita dal Laboratorio Unocad di Altavilla Vicentina e commissionata dalla Soprintendenza del Castello Sforzesco). La stessa scansione è stata fornita dalla Soprintendenza ad Editalia per realizzare la replica in scala. Dalla scansione 3D è stato ricavato un modello in resina trasparente in dimensioni ridotte. Come per le fusioni tradizionali, dal modello in resina è stato prodotto uno stampo in silicone. Nello stampo è stata colata la mescola di polvere di marmo (75%) e la resina (25%). Si è proceduto quindi alla sabbiatura sulla scultura solidificata, che è stata pulita dai residui di lavorazione, e infine alla cesellatura manuale per riprendere i dettagli. Infine la base è stata sottoposta a molatura. La Pietà Rondanini è l’ultima opera incompiuta di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), e raffigura la Madonna nell’atto di sorreggere il Figlio morto. L’artista aveva concepito l’opera per la propria sepoltura fin dal 1552 ma, insoddisfatto, continuò a lavorarci a più riprese fino alla morte, avvenuta nel 1564.

I nuovi mestieri

C’è sempre l’artigiano, c’è sempre un saper fare, ma nei Nuovi mestieri dell’arte c’è soprattutto la tecnologia. All’inizio c’è la fotografia, un’espressione dell’arte che si è lanciata verso il futuro. Poi la tecnologia digitale quando parliamo di tecniche di acquisizione di immagine con sofisticati scanner 3D, che preludono per esempio a tradizionali fusioni in bronzo, o tecnologia di nuovi materiali quando la “fusione” è realizzata con una speciale resina mista a polvere di marmo a imitare il nobile e naturale materiale.

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