Mimmo Paladino  STUPOR MUNDI (FEDERICO II)

Autore: Mimmo Paladino
Collezione: Qui arte contemporanea
Tecnica: xilografia
Dimensioni: cm 108x79
Tiratura: 25 esemplari, V numeri romani e 3 Pda per Editalia
Anno: 2010
Note: Opera Esaurita
Monografia: Apri

Stupor mundi è un’opera nata nel contesto di continua sperimentazione che caratterizza la carriera artistica di Paladino. Questo multiplo è dedicato a Federico II di Svevia (1194-1250), l’imperatore che ha saputo lasciare una profonda traccia nella storia dell’Italia meridionale e che per la sua vasta curiosità intellettuale ricevette l’appellativo stupor mundi, meraviglia del mondo. E’ qui rappresentato in un profilo ieratico circondato dai simboli del potere e del sapere. Si tratta di una xilografia realizzata con 22 matrici sagomate e incise direttamente da Paladino, una matrice per ogni colore. Gli stampatori Romolo e Rosalba Bulla hanno messo a punto il registro sul quale comporre i legni e li hanno stampati a mano con uno strumento giapponese detto “baren”, con il quale si esercita attraverso precisi movimenti circolari la pressione necessaria per il trasferimento del colore sulla carta, senza l’uso del torchio.

Stampa

La stampa in ambito artistico è una tecnica con la quale vengono create e moltiplicate opere d’arte mediante l’utilizzo di matrici incise. Molto vario è il mondo delle tecniche di incisione che si definiscono per il materiale della matrice: incisioni calcografiche (acquaforte, acquatinta, ceramolle ecc.), xilografie, litografie, serigrafie. E la stampa fine art. Oggi le tecniche incisorie non sono affatto cambiate: venuta meno la loro stretta funzione di “moltiplicatori d’immagine” in seguito all’avvento della fotografia, continuano a essere un mezzo espressivo d’elezione per molti artisti. Lo stampatore ricopre un ruolo fondamentale interpretando il segno artistico con la sensibilità dell’artigiano.

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Mimmo Paladino

Mimmo Paladino

Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) nel 1948 e lavora oggi tra la sua terra d’origine e Roma. È uno dei rappresentanti più affermati della Transavanguardia, movimento teorizzato nel 1980 dal critico Achille Bonito Oliva che esplode nella sezione “Aperto” della Biennale di quell’anno: gli artisti rivendicano un ritorno alla pittura a scapito della smaterializzazione voluta dal Minimalismo e Concettualismo. L’esperienza di Paladino si evolve negli anni Ottanta unendo al linguaggio astratto una rinnovata attenzione per il figurativo. Nel 1964, visitando la Biennale di Venezia, riceve una forte impressione dagli artisti Pop americani. Attraverso densi riferimenti al mito e sviluppando immagini archetipiche postula un’arte dal sapore arcaico, mediterraneo, onirico, che ha come perno il tema della memoria e del frammento. ... Scopri l'artista

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