PAOLO BINI  WHITE MONOCROME

Autore: PAOLO BINI
Collezione: Arte prêt-à-porter
Tecnica: ceramica
Dimensioni: cm 15x15
Tiratura: 125+X
Anno: 2015
Progetto: Inquadro

White Monochrome è un originale tentativo di tradurre in ceramica la poetica dell’artista, in cui la gestualità dell’atto creativo ha una grande importanza. La pittura di Bini infatti si basa sulla giustapposizione modulare di strisce di carta gommata, ciascuna dipinta singolarmente e applicata sul supporto. Dalla sovrapposizione dei nastri di carta adesiva si genera una superficie rugosa e irregolare che racchiude una forte tensione plastica e che altera cromaticamente e materialmente l’andamento ritmico delle sequenze orizzontali e verticali. L’opera rivela subito al tatto questa sequenza di strisce alternate non solo per colori ma anche attraverso i solchi della superficie della ceramica. L’opera è stata realizzata con maestria interpretativa dalla Bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza, che ha ottenuto il biscotto per la stampa da un calco ricavato dal modello di mano dell’artista stesso.

Ceramica

La ceramica indica un materiale composto inorganico, non metallico, molto duttile allo stato naturale, rigido dopo la fase di cottura. E’ uno dei più antichi prodotti di sintesi inventati dall’uomo, sotto forma di vasi e contenitori compare molto presto in varie parti del mondo a cominciare dal Giappone, poi nel Vicino Oriente, fino ad arrivare in Europa. Così come per molti altri prodotti nella storia del design italiano.

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PAOLO BINI

PAOLO BINI

Nato a Battipaglia nel 1984, è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli al Dipartimento di scenografia. Nel 2008 dopo la mostra Casellari della Memoria presso l’Università di Siena, Palazzo San Galgano, una sua opera entra nella Collezione d’arte contemporanea della Scuola di Specializzazione dell’Università di Siena, e l’anno seguente un altro suo lavoro viene inserito nella Collezione permanente del Museo FRAC di Baronissi (SA). Dopo una mostra personale a Genova partecipa alla Residenza Artistica presso il Grad Kultural Center di Belgrado; ancora del 2010 è un’esperienza lavorativa all’Avana, grazie a un progetto curato dal Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro di Roma, e la partecipazione alla XIII Settimana della Cultura e della Lingua Italiana presso ... Scopri l'artista

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